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Pensione di vecchiaia

SISTEMA RETRIBUTIVO O MISTO

E' una prestazione economica erogata, a domanda, in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi, già assicurati alla data del 31.12.1995, che abbiano:

  • raggiunto l'età stabilita dalla legge;
  • perfezionato l'anzianità contributiva e assicurativa richiesta;
  • cessato il rapporto di lavoro alle dipendenze di terzi alla data di decorrenza della pensione, fermo restando che qualora la rioccupazione intervenga presso diverso datore di lavoro non occorre una soluzione di continuità con la precedente attività lavorativa.

Per il diritto a pensione di vecchiaia sono utili tutti i contributi (obbligatori, volontari, figurativi e da riscatto o ricongiunzione) nel limite delle 52 settimane per ogni anno.

DETERMINAZIONE DELL'IMPORTO

L’importo della pensione viene determinato con il sistema di calcolo retributivo, se il lavoratore può far valere almeno 18 anni di contributi al 31.12.1995, oppure misto (una quota calcolata con il sistema retributivo e una quota con il sistema contributivo, se il lavoratore alla data del 31.12.1995 non può far valere 18 anni di contributi).

E’ data facoltà ai lavoratori già assicurati alla data del 31.12.1995 di optare per il sistema contributivo a condizione che possano far valere un'anzianità contributiva pari o superiore a 15 anni, di cui almeno 5 nel sistema contributivo.

Il diritto alla facoltà di opzione è riconosciuto solo agli assicurati che, oltre ai requisiti suindicati, hanno meno di 18 anni di contributi alla data del 31.12.1995.

PRESTAZIONI ACCESSORIE

Il titolare di pensione di vecchiaia può aver diritto, in presenza dei previsti requisiti reddituali:

  • all' integrazione al trattamento minimo, se la pensione risulta inferiore a detto importo;
  • all’ incremento delle maggiorazioni, se l’importo risulta integrato al trattamento minimo;
  • all' assegno per il nucleo familiare per le pensioni a carico dell’assicurazione generale obbligatoria;
  • alle quote di maggiorazione per carichi familiari per le pensioni a carico delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

REQUISITI ANAGRAFICI

Dal 1° gennaio 2000, sia per le pensioni liquidate nell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti sia in quelle delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, è fissato in 60 anni, per le donne, e in 65 anni, per gli uomini.

Per le pensioni a carico dell’assicurazione generale dei lavoratori dipendenti, i limiti di età sono stati gradualmente elevati (regime transitorio) di un anno ogni 18 mesi. a partire dal 1° gennaio 1994 (vedi tabella).

N.B.: I lavoratori dipendenti che hanno compiuto l'età pensionabile e hanno perfezionato i requisiti di assicurazione e di contribuzione richiesti nell’anno di compimento dell’età, possono conseguire la pensione di vecchiaia in anni successivi, anche se i requisiti di età e di contribuzione risultano nel frattempo più elevati.

DEROGHE ALL'INNALZAMENTO DEI REQUISITI ANAGRAFICI

Perfezionano il diritto alla pensione di vecchiaia, a carico dell’assicurazione generale obbligatoria , con i requisiti di età (55 anni, per le donne, e 60 anni, per gli uomini) previsti alla data del 31.12.1992 i lavoratori dipendenti:

  • collocati in mobilità lunga (art. 7, c. 6 e 7, L. 23.7.1991, n.223 e art. 6, c. 10-bis, L. 19 7 1993, n. 236);
  • riconosciuti invalidi in misura non inferiore all’80%;
  • lavoratori non vedenti.

N.B. Il riconoscimento dello stato di invalidità in misura non inferiore all'80 per cento deve essere effettuato dagli uffici sanitari dell'Inps e il riconoscimento eventualmente già ottenuto da altro ente costituisce solo elemento di valutazione per la formulazione del giudizio medico legale.

Per poter beneficiare della deroga il lavoratore deve allegare alla domanda di pensione il certificato medico redatto sul Mod. S.S.3 e copia del provvedimento di riconoscimento dell’invalidità eventualmente riconosciuta da un altro ente.

REQUISITI CONTRIBUTIVI

Dal 1.1.2001, sia per le pensioni liquidate nell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti sia in quelle delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, il requisito contributivo è fissato in 20 anni di contributi (1040 contributi settimanali).

Possono essere cumulati tutti i contributi accreditati sia per lavoro dipendente che per lavoro autonomo (artigiani, commercianti e coltivatori diretti): in tale fattispecie la pensione sarà liquidata a carico della Gestione autonoma.

I limiti di assicurazione e di contribuzione sono stati gradualmente elevati (regime transitorio) di un anno ogni 2 anni a partire dal 1.1.993 (vedi tabella).

DEROGHE ALL'INNALZAMENTO DEI REQUISITI CONTRIBUTIVI

Perfezionano il diritto alla pensione di vecchiaia con i requisiti di assicurazione e di contribuzione (780 contributi settimanali) previsti alla data del 31.12.1992 i lavoratori che:

  • avevano già maturato 15 anni di assicurazione e di contribuzione (780 settimane) ma non avevano ancora compiuto l'età pensionabile. Sono utili tutti i contributi (obbligatori, figurativi, volontari, da riscatto e da ricongiunzione) riferiti temporalmente a periodi anteriori al 1 gennaio 1993, anche se riconosciuti a seguito di domanda successiva a tale data;
  • avevano già compiuto l'età prevista ma non avevano ancora maturato i requisiti di assicurazione e di contribuzione (15 anni);
  • risultano autorizzati alla prosecuzione volontaria.
    E’ necessario che la decorrenza dell'autorizzazione alla prosecuzione volontaria si collochi entro la data del 26 dicembre 1992 ma non è richiesto l’effettivo versamento di contributi volontari prima di tale data.
    Sono confermati i particolari requisiti ridotti previsti per gli assicurati autorizzati ai versamenti volontari con decorrenza anteriore al 31 dicembre 1961 per le pensioni da liquidare a carico dell'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti.
  • Per i lavoratori collocati in mobilità lunga nel corso degli anni 1992, 1993, 1994 il requisito contributivo deve essere accertato con riferimento all’anno di compimento dell’età pensionabile “cristallizzata”.

N.B.: Requisiti contributivi ridotti, ma comunque non inferiore a 15 anni, sono previsti per i lavoratori che alla data del 31.12.1992 avevano un'anzianità assicurativa e contributiva tale che, anche se incrementata del periodo intercorrente tra l'1.1.1993 e la fine del mese di compimento dell'età pensionabile, non permette il raggiungimento del requisito contributivo minimo previsto nell'anno di compimento dell'età pensionabile.

I lavoratori dipendenti, inoltre, possono accedere al pensionamento di vecchiaia con almeno 780 contributi settimanali se risultano:

  • assicurati da almeno 25 anni di assicurazione;
  • occupati per almeno 10 anni, anche non consecutivi, per periodi inferiori a 52 settimane nell'anno solare.

Entrambe le condizioni (25 anni di anzianità assicurativa e 10 anni con periodi di occupazione di durata inferiore a 52 settimane nell'anno solare) possono essere maturati anche successivamente al 31.12.1992.

Sono considerati utili, ai fini della deroga, anche gli anni solari nei quali il lavoratore è stato occupato per periodi di durata inferiore a 52 settimane e a suo favore è stata accreditata anche contribuzione diversa da quella obbligatoria (figurativa, volontaria, ecc.) per un numero di settimane tale che, sommato a quello delle settimane di contribuzione obbligatoria, faccia raggiungere le 52 settimane;

Non sono considerati utili, invece, gli anni solari in cui il lavoratore è stato occupato per l'intero anno anche se, ai fini pensionistici, vengono utilizzati un numero di contributi settimanali inferiore a 52, per effetto delle disposizioni vigenti in materia di accreditamento dei contributi ai fini del diritto alle prestazioni pensionistiche (ad esempio: mancato raggiungimento del minimale, aspettative non retribuite, lavoro a tempo parziale, lavoratori domestici con meno di 24 ore settimanali e lavoratori a domicilio).

CESSAZIONE ATTIVITÀ LAVORATIVA

Il lavoratore per ottenere la pensione di vecchiaia deve cessare il rapporto di lavoro dipendente svolto sia in Italia che all’estero e non risultare, quindi, alle dipendenze di terzi alla data di decorrenza della pensione, fermo restando che qualora la rioccupazione intervenga presso diverso datore di lavoro non occorre una soluzione di continuità con la precedente attività lavorativa.

In particolare, per i lavoratori:

  • dipendenti: la cessazione deve essere accertata sulla base delle risposte fornite sul modulo di domanda e verificata con la documentazione in possesso della sede (dichiarazione di responsabilità rilasciata dal lavoratore attestante la data in cui intende cessare il rapporto di lavoro).
  • agricoli e domestici: la cessazione deve risultare da apposita dichiarazione di responsabilità del lavoratore dalla quale risulti che lo stesso non era occupato nel mese di decorrenza della pensione.
  • dipendenti all'estero: la cessazione del rapporto di lavoro deve essere verificata con la documentazione in possesso della sede (formulari di collegamento) ovvero con apposita dichiarazione di responsabilità (Modello LAV 503/EST).

N.B.: Non è richiesta la cessazione se all’atto della domanda l’assicurato svolge attività lavorativa autonoma (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani e commercianti) o attività in qualità di pescatore autonomo.

LAVORATORI NON VEDENTI

E’ considerato non vedente chi è colpito da cecità assoluta ovvero ha un residuo visivo non superiore a un decimo in entrambi gli occhi, con eventuale correzione.

I requisiti di età e di contribuzione per il diritto alla pensione di vecchiaia sono rimasti quelli già previsti alla data del 31.12.1992. In particolare:

  • i lavoratori non vedente dalla nascita o da data anteriore all'inizio dell'assicurazione o se comunque può far valere almeno dieci anni di assicurazione e di contribuzione dopo l'insorgenza dello stato di cecità possono ottenere la pensione di vecchiaia:
    • al compimento dei 50 anni di età, per le donne, e 55 anni di età, per gli uomini in caso di pensioni liquidate a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti;
    • al compimento dei 55 anni di età, per le donne, e 60 anni di età, per gli uomini in caso di pensioni liquidate a carico di una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
    • al perfezionamento di almeno 10 anni di contributi (520 contributi settimanali).
    • i lavoratori non vedenti che non si trovano nelle anzidette condizioni, possono ottenere la pensione di vecchiaia al compimento dell’età prevista al 31.12.1992:
      • al compimento dei 55 anni di età, per le donne, e 60 anni di età, per gli uomini in caso di pensioni liquidate a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti;
      • al compimento dei 60 anni di età, per le donne, e 65 anni di età, per gli uomini in caso di pensioni liquidate a carico di una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
      • al perfezionamento di almeno 15 anni di contributi (780 contributi settimanali).
      • ciechi civili, verbale di accertamento sanitario rilasciato dalle Commissioni mediche competenti per l'accertamento dell'invalidità civile;
      • ciechi di guerra, mod. 69 rilasciato dal Ministero del Tesoro, Direzione generale per le pensioni di guerra;
      • ciechi invalidi per servizio: Mod. 69-ter rilasciato dalle pubbliche amministrazioni che hanno provveduto al riconoscimento della cecità;
      • ciechi invalidi del lavoro, attestazione rilasciata dall'Inail

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

Può essere inoltrata a qualunque sede dell'Inps, direttamente o tramite uno degli enti di Patronato riconosciuti dalla legge che assistono gratuitamente i lavoratori; ovvero inviata per posta a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento.

La domanda deve essere redatta su apposito modulo (VO1) o, eccezionalmente, in carta semplice.

Alla stessa deve essere allegata la prevista autocertificazione dei dati personali, in sostituzione dei documenti anagrafici, la documentazione indicata sul modulo e, se necessario, le dichiarazioni reddituali.

N.B A decorrere dal 1° gennaio 2011 è prevista con gradualità - previa emanazione di circolare attuativa - la presentazione della domanda con modalità telematiche

DECORRENZA

La legge 24 dicembre 2007, n. 247 ha modificato e sostituito la normativa precedente che consentiva di fissare la decorrenza della pensione di vecchiaia dal 1° giorno del mese successivo al compimento dell'età pensionabile ovvero al raggiungimento dei requisiti di assicurazione e di contribuzione, compresa la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, se perfezionati dopo il compimento dell'età.

A partire dal 1° gennaio 2008 tutti i lavoratori che hanno raggiunto i requisiti anagrafici e contributivi per il diritto alla pensione di vecchiaia possono ottenere la liquidazione della pensione nel rispetto delle cosiddette "finestre d'uscita". (circ. n. 60 del 15.05.2008)

Requisiti maturati entro ilDecorrenza della pensione
Lavoratori dipendenti Lavoratori autonomi
31 marzo 2010 1° luglio 2010 1° ottobre 2010
30 giugno 2010 1° ottobre 2010 1° gennaio 2011
30 settembre 2010 1° gennaio 2011 1° aprile 2011
31 dicembre 2010 1° aprile 2011 1° luglio 2011

DEROGHE ALLE FINESTRE DI ACCESSO

La nuova disciplina sulle "finestre di accesso" non si applica:

  • ai lavoratori che hanno maturato il requisito anagrafico e contributivo entro il 31.12.2007;
  • ai lavoratori collocati in mobilità lunga;
  • ai lavoratori che hanno raggiunto il diritto alla pensione di anzianità. (msg. n. 005702 del 06/03/2008)
  • ai lavoratori in esodo con accordi stipulati entro il 31.12.2007 (assegno straordinario di sostegno al reddito - msg. n. 002970 del 05/02/2008).

N.B.: Per i lavoratori LSU o ASU in prepensionamento anticipato di vecchiaia è stata precisata l'estensione del periodo di erogazione dell'assegno ASU, sussistendo gli altri presupposti, anche al periodo intercorrente tra la maturazione dei requisiti di anzianità assicurativa e contributiva e l'apertura della prima finestra utile di accesso al trattamento pensionistico. (msg. n. 019962 del 10/09/2008)

DIFFERIMENTO ACCESSO A PENSIONE (c.d. finestra mobile)

La legge 30 Luglio 2010, n. 122 ha sostituito e abrogato l'accesso alla pensione di vecchiaia con le "finestre d'uscita" sostituendolo con il "differimento" del momento del pensionamento.

A partire dal 1° gennaio 2011 la prestazione può essere concessa con un "differimento" di:

  • 12 mesi dalla data di perfezionamento dei requisiti anagrafici e contributivi previsti, se il diritto alla prestazione viene conseguito nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti
  • 18 mesi dalla data di perfezionamento dei requisiti anagrafici e contributivi previsti, se il diritto alla prestazione viene riconosciuto con il concorso di contribuzione versata in una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani e commercianti) ovvero nella gestione separata dei lavoratori parasubordinati (Circ. 126 del 24.9.2010).

La decorrenza della pensione è, pertanto, fissata dal primo giorno del mese successivo allo scadere dei mesi di differimento.

N.B.: Se la domanda viene presentata tardivamente e, comunque, in data successiva alla data di possibile accesso al pensionamento, a richiesta dell'interessato la pensione può decorrere dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda ovvero da quella normalmente prevista se a tale data risultavano perfezionati tutti i requisiti richiesti compresa la cessazione del rapporto di lavoro.

La nuova disciplina sul "differimento" non trova applicazione nei confronti:

  • dei lavoratori dipendenti che hanno in corso il periodo di preavviso alla data del 30 giugno 2010 e che maturano i requisiti di età anagrafica e di anzianità contributiva richiesti per il conseguimento del trattamento pensionistico entro la data di cessazione del rapporto di lavoro;
  • dei lavoratori per i quali viene meno il titolo abilitante allo svolgimento della specifica attività lavorativa per raggiungimento dei limiti di età; si tratta, in particolare, di iscritti ai fondi speciali di previdenza che rivestono particolari mansioni nell'ambito della loro attività;
  • lavoratori che hanno maturato i requisiti per il diritto alla pensione di vecchiaia entro il 31/12/2010;

RICOSTITUZIONI

RICOSTITUZIONI CONTRIBUTIVE

La ricostituzione della pensione consiste in una variazione dell’importo della pensione determinata dall’accreditamento di contribuzione versata o dovuta per periodi anteriori alla decorrenza originaria della stessa.

L’art. 5 del D.P.R. n. 488/1968 che disciplina attualmente l’accreditamento di tale contribuzione ha lo scopo di mantenere indenne il lavoratore da ritardi dei datori di lavoro nell’adempimento dei propri obblighi assicurativi e di tutelare il lavoratore da eventuali difficoltà incontrate nel procurarsi la documentazione necessaria per l’accreditamento dei contributi figurativi.

Inoltre tale norma permette di valutare i contributi versati in ritardo come se fossero stati versati anteriormente alla data di decorrenza della pensione. Il pagamento delle differenze dovute sulle rate già maturate e riscosse è sottoposto alla prescrizione ordinaria decennale.

La precedente normativa prevedeva la ricostituzione dalla decorrenza originaria solo per contribuzione accreditabile d’ufficio (versamenti volontari, DS, TBC, contributi agricoli), mentre per la contribuzione accreditabile a domanda (servizio militare, tessere, malattie) la ricostituzione aveva effetto dalla decorrenza originaria, in caso di presentazione del documento entro il primo pagamento della pensione in prima assegnazione; o dal primo giorno del mese successivo alla presentazione del documento in caso di presentazione successiva al primo pagamento.

 

L’art. 5 ha equiparato il trattamento della contribuzione accreditabile d’ufficio a quello per contribuzione accreditabile a domanda per cui, a partire dall’1.5.1968, la pensione è riliquidata con effetto dalla decorrenza originaria; da questa data spettavano gli arretrati nei limiti della prescrizione decennale. E’ da tenere presente, tuttavia che, sulle pensioni aventi decorrenza anteriore all’entrata in vigore del D.P.R. 488/1968, la ricostituzione per contribuzione accreditabile a domanda dava diritto agli arretrati solo per i periodi dall’1.5.1968 in poi.

La ricostituzione della pensione, come variazione contributiva, muove dai seguenti presupposti:

  • accreditamento di contribuzione non valutata in prima liquidazione;
  • esclusione di contribuzione già valutata in prima liquidazione;
  • modifica del valore retributivo e/o contributivo già considerato in prima liquidazione.

Verificatisi tali presupposti la pensione sarà ricalcolata in base alle norme vigenti al momento della decorrenza originaria.

Se in occasione della domanda di ricostituzione vengono esclusi periodi di contribuzione già valutati in prima liquidazione, può verificarsi la perdita del diritto alla prestazione.

Le ricostituzioni si effettuano sia d’ufficio che a domanda, dal momento che la domanda di pensione precostituisce per il pensionato il diritto ad avere la pensione calcolata in base a tutti i contributi versati, accreditati o dovuti, precedenti la decorrenza originaria della pensione (collocazione temporale).

SUPPLEMENTI DI PENSIONE

I supplementi sono incrementi della pensione liquidati, a domanda, sulla base di contribuzione relativa a periodi successivi alla data di decorrenza della pensione medesima. I supplementi di pensione decorrono dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, purché siano perfezionati i requisiti richiesti (D.P.R.488/68, art. 19).

Essi sono disciplinati in modo diverso a seconda della contribuzione utilizzata, della pensione sulla quale devono essere liquidati e, infine, della loro decorrenza.

I contributi successivi alla decorrenza del primo supplemento danno luogo alla liquidazione di ulteriori supplementi (D.P.R.488/68, art. 19, 2° comma).

Norme specifiche hanno regolato l’ipotesi di un supplemento per contribuzione di Gestione Speciale dei Lavoratori Autonomi da liquidare su pensione a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria. In quest’ultimo caso il supplemento può riguardare sia la contribuzione anteriore alla decorrenza della pensione (L. 613/1966, art. 26) sia la contribuzione successiva all’anzidetta decorrenza.

In caso di morte del pensionato i contributi relativi a periodi successivi alla decorrenza della pensione di cui era titolare il dante causa, qualora il medesimo non abbia fatto richiesta di supplemento prima della morte, sono computati ai fini della misura della pensione ai superstiti al momento della liquidazione di quest’ultima prestazione.

I periodi di contribuzione versati successivamente alla decorrenza della pensione possono, a secondo della loro collocazione nel tempo, determinare la ricostituzione di supplementi precedentemente concessi.

L’importo risultante dal calcolo del supplemento viene sommato all’importo della pensione anche ai fini della 13° mensilità, infatti i supplementi non danno luogo all’emissione di distinti certificati di pensione.

I supplementi liquidati a titolari di pensione integrata al trattamento minimo vengono assorbiti dall’integrazione al trattamento minimo, e nel caso di parziale assorbimento, al pensionato viene corrisposta l’eccedenza.

I contributi versati dopo il pensionamento sia nelle Gestioni stesse sia nell’Assicurazione Generale Obbligatoria danno diritto a liquidare un supplemento di pensione a condizione che siano trascorsi almeno 5 anni dalla data di decorrenza della pensione o del precedente supplemento (L.155/1981 art. 7, 4° comma). Tuttavia è data facoltà all’interessato di richiedere per una sola volta la liquidazione del supplemento – sia esso il primo che uno dei successivi – quando siano trascorsi anche soltanto due anni dalla decorrenza della pensione o dal precedente supplemento; in tal caso è richiesta la condizione del compimento dell’età prevista per il pensionamento di vecchiaia (L.155/1981 art. 7, 5° comma).

Supplementi su pensioni dell'Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO)

Ai titolari di pensione AGO che abbiano contributi versati nelle Gestioni dei lavoratori autonomi prima e dopo la decorrenza che non siano stati utilizzati per il diritto e per la misura della pensione di vecchiaia, può essere concesso il supplemento a condizione che siano trascorsi almeno 5 anni dalla data di decorrenza della pensione o del precedente supplemento (L.155/1981 art. 7, 4° comma– circ. 60067 AGO del 4.6.1981).

Tuttavia è data facoltà all’interessato di richiedere per una sola volta la liquidazione del supplemento – sia esso il primo che uno dei successivi – quando siano trascorsi anche soltanto due anni dalla decorrenza della pensione o dal precedente supplemento; in tal caso è richiesta la condizione del compimento dell’età stabilita per il pensionamento di vecchiaia (L.155/1981 art. 7, 5° comma– circ. 60067 AGO del 4.6.1981).

Qualora l’interessato si fosse già avvalso della facoltà di conseguire un supplemento per contributi a carico dell’AGO dopo 2 anni non potrà più avvalersi della stessa facoltà per contributi delle Gestioni autonome e, quindi, dovrà attendere che decorra il normale periodo di cinque anni (circ. 60067 AGO del 4.6.1981).

Fonte: INPS